sabato 10 marzo 2018

PULIAMO LA MONTAGNOLA

Domenica 25 marzo, si rinnova il consueto appuntamento d’inizio primavera con “Puliamo la Montagnola”. Una giornata che vede il Circolo Legambiente Siena collaborare con gli accompagnatori del CAI SIENA - Commissione TAM  e WWF Siena dedicata alla riscoperta e alla cura dell’ambiente e del territorio.
L’edizione 2018 si svolgerà lungo il sentiero didattico del torrente Gonna, affluente del fiume Merse nel comune di Monticiano, ambiente ricco di biodiversità  e luogo importante dal punto di vista naturalistico.
Tutti i dettagli nella Locandina



martedì 2 gennaio 2018

RAPPORTO SULL'ECOSISTEMA URBANO 2017 L'ANALISI DI LEGAMBIENTE SUL RISULTATO SENESE



RAPPORTO SULL'ECOSISTEMA URBANO 2017
L'ANALISI DI LEGAMBIENTE SUL RISULTATO SENESE


Il nuovo rapporto Legambiente/Il Sole 24Ore pone Siena al 44° posto fra tutte le città capoluogo (https://public.tableau.com/shared/QBZH9HGWG?:display_count=yes), in discesa rispetto alla 38a posizione del 2016. Il risultato [-6 posizioni] dipende dagli elementi di criticità ambientale (confermandoli, in negativo) da noi già evidenziati un anno fa nell'analogo documento di analisi del Rapporto 2016.
L'indagine si concentra su 16 indicatori riassumibili in 5 gruppi; in ordine di importanza ai fini del punteggio finale: condizioni mobilità urbana, qualità aria, gestione rifiuti, ciclo acqua e energie rinnovabili.
Siena va male soprattutto: per i settori della qualità dell'aria (è 79a come concentrazioni di biossido d'azoto [-2 rispetto al 2016]); come gestione del ciclo dei rifiuti (è 68a [-3] in quanto a percentuale di raccolta differenziata, non riesce a smuoversi dalla scarsissima performance della quantità di rifiuti prodotta/persona, dove è addirittura 92a [0]). Non va male per le perdite della rete idrica in ambito urbano, sebbene il dato sia qui non significativo, perché sappiamo che il problema si pone in modo drammatico prima di arrivare ai serbatoi di distribuzione comunali (perdite stimate del 44% nell'attraversamento dell'acquedotto del Vivo in provincia). E' però solo 60a [-9] per ciò che concerne i consumi idrici domestici. Anche le condizioni attuali della mobilità urbana penalizzano Siena: la città è solo al 57° posto come entità di piste ciclabili [-1]; al 93° posto [-26] in quanto ad incidenti/abitante; e al 76° posto [-3] come quantità di auto circolanti/abitante.
Numeri preoccupanti. Migliorare le qualità ambientali resta presupposto fondamentale per far ripartire Siena e irrobustire il suo potenziale di attrazione generale: azioni a basso costo e alta resa, più che compatibili con la crisi economica cittadina; anzi decisamente anti-cicliche. Il 2018 deve essere l'anno della svolta.
Partirà la realizzazione del Parco delle Mura (con i percorsi pedo-ciclabili anulari, ma anche radiali, lungo le Valli verdi extra-moenia), in grado di far fare alla città un balzo in avanti sia nelle classifiche della mobilità urbana (i percorsi ciclabili sono in carreggiata propria, con il conseguente miglioramento anche dei parametri del tasso di motorizzazione e di incidentalità) che in quelle della qualità dell'aria (NO2).
Serve dare una rapida risposta allo scandalo sulla gestione dei rifiuti nella Toscana meridionale: Siena deve tornare protagonista, perché il settore aveva buone infrastrutture, esistono capacità, e in un passato non poi così remoto erano state dimostrate anche buone idee. Da anni diciamo che occorre rendere veramente ciclico il sistema di raccolta e smaltimento:
- implementando Pian delle Cortine con il recupero del biogas (che adesso va disperso) dalla componente organica già differenziata e con la realizzazione di “pancali” dagli scarti legnosi, entrambe produzioni già previste in piani che invecchiano nei cassetti;
- massimizzare gli obiettivi quanto/qualitativi della raccolta differenziata, tramite misura digitale del deposito e tariffazione puntuale premiante, ma soprattutto disaccoppiandoli dalle necessità di materiale secco per alimentare il termovalorizzatore di Poggibonsi, che in un sistema ciclico deve essere una modalità di smaltimento residua e non una alternativa energetica sovvenzionata da sfruttare a pieno ritmo.
Quindi le condizioni per il cambiamento delle qualità ambientali cittadine sono state già impostate, ma la nuova Amministrazione, qualunque essa sia, dovrà sostenerle, praticarle e potenziarle. Legambiente, da sempre associazione apolitica, continuerà a mettere a disposizione la propria esperienza e competenza, locale e nazionale, e la partecipazione dei propri soci, cittadini attivi, nella gestione dei beni comuni.